La principale conferenza mondiale sulla ricerca sull’intelligenza artificiale, NeurIPS, ha recentemente attraversato una crisi che sottolinea una tendenza crescente: il crescente coinvolgimento della collaborazione scientifica con la politica internazionale. Gli organizzatori della conferenza hanno inizialmente implementato, poi rapidamente annullate, nuove restrizioni per i partecipanti internazionali dopo aver dovuto affrontare minacce di boicottaggio da parte dei ricercatori cinesi sull’intelligenza artificiale. L’incidente evidenzia come le tensioni geopolitiche stiano costringendo anche le comunità scientifiche più aperte a confrontarsi con scelte difficili.
Lo scontro tra scienza e politica
La controversia è iniziata con un aggiornamento delle linee guida di NeurIPS, che includevano restrizioni basate sugli elenchi di sanzioni statunitensi. Le regole avrebbero impedito ai ricercatori di entità sanzionate – comprese le principali aziende cinesi come Tencent e Huawei – di partecipare alla revisione tra pari, alla modifica e alla pubblicazione. Sebbene esistano sanzioni statunitensi per i rapporti d’affari, storicamente non ci sono state restrizioni di questo tipo sulla pubblicazione accademica o sulla partecipazione a conferenze.
La reazione è stata immediata. Gruppi di ricerca cinesi hanno condannato la misura, e alcuni hanno esortato gli accademici a spostare il loro lavoro sulle conferenze nazionali. La China Association of Science and Technology (CAST), un ente affiliato al governo, ha annunciato che ritirerà i finanziamenti per i viaggi NeurIPS e non riconoscerà più le pubblicazioni dell’evento nelle valutazioni della ricerca. Almeno sei studiosi hanno pubblicamente rifiutato l’invito a ricoprire l’incarico di presidenti di area in segno di protesta.
Un errore di comunicazione o un segnale di avvertimento?
Gli organizzatori di NeurIPS inizialmente hanno difeso la regola come un requisito legale, affermando che erano responsabili del rispetto delle sanzioni. Successivamente hanno chiarito che le restrizioni si applicavano solo a individui designati come terroristi o criminali, attribuendo la formulazione iniziale più ampia a un “errore di comunicazione”. Tuttavia, il danno è stato fatto.
Questo incidente non è un evento isolato. Riflette un modello più ampio di crescente interferenza politica nello scambio scientifico. Gli Stati Uniti e la Cina sono impegnati in una competizione per il dominio nell’intelligenza artificiale, un campo con significative implicazioni militari ed economiche. Ciò ha portato a un maggiore controllo delle collaborazioni internazionali e a una spinta da parte di alcuni funzionari per disaccoppiare gli sforzi di ricerca.
Il futuro della scienza aperta
La Cina è ora una forza importante nella ricerca sull’intelligenza artificiale, contribuendo con circa la metà dei documenti presentati al NeurIPS nel 2025. Istituzioni come la Tsinghua University e Alibaba sono diventate i principali contributori in questo campo. Nonostante questi legami, le tensioni tra Washington e Pechino continuano ad aumentare. La saga NeurIPS suggerisce che mantenere una collaborazione aperta diventerà sempre più difficile.
L’incidente ha sollevato interrogativi sul futuro degli scambi scientifici internazionali. Sebbene la ricerca sull’intelligenza artificiale abbia storicamente prosperato grazie all’apertura, la crescente politicizzazione del settore potrebbe rimodellare il panorama, ostacolando potenzialmente il progresso e guidando l’innovazione verso ecosistemi più isolati.
L’incidente di NeurIPS serve a ricordare duramente che la ricerca di base sull’intelligenza artificiale non è più separabile dal quadro geopolitico più ampio, e probabilmente rimarrà tale per il prossimo futuro.






























